Paolo Perduca
∂ 13.03.1973 - Ω 23.10.2004
 


Paolo Perduca ci ha lasciati nella notte tra il 22 e il 23 ottobre a causa di un incidente stradale. In queste pagine intendiamo raccogliere i ricordi delle persone che, come noi, vivevano e lavoravano accanto a Paolo.
 

Custodie Cautelari

 

Custodie Cautelari


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I Genitori GRAZIE PER PAOLO



Il dolore di una mamma e di un papà per un figlio che viene loro improvvisamente portato via per sempre non crediamo abbia confini delimitabili ed è tragicamente uguale per tutti senza differenza di ceto, di colore, di latitudine.

E’ una parte di noi che viene dilaniata e sbranata e si spera solo che il proprio piccolo andandosene almeno non abbia sofferto neppure per un attimo.

Eppure abbiamo capito in questi giorni che esiste un modo privilegiato di vivere il dolore, e anche di questo dobbiamo ringraziare nostro figlio, perché centinaia di persone hanno voluto testimoniarci la stima e l’affetto che hanno per lui come professionista della musica, ma soprattutto come persona ed ogni parola ascoltata o letta è stata “musica” per noi, una melodia triste ma pur sempre musica.

Un ringraziamento particolare desideriamo rivolgere a tutti quanti attraverso queste pagine hanno voluto testimoniarci la loro compartecipazione alla nostra tragedia.

Alla sua famiglia “allargata”, Ettore, Mauro, Paolino e Max, che ci sono stati fisicamente vicini fin dal primo tremendo giorno desideriamo dire questo: Paolo è sempre stato un bambino, un ragazzo, un uomo sereno e ci era molto grato per il fatto che gli avevamo reso possibile seguire le proprie inclinazioni artistiche ed il suo viscerale amore per la musica senza frapporre malintesi ostacoli sociali, ma mai lo abbiamo visto appagato, completo, ricco di progetti e di idee come in questi ultimi due anni con voi. Eravate per lui molto più che semplici compagni di lavoro: Paolo ci parlava continuamente di voi e noi vi conosciamo molto più di quanto possiate immaginare.

Ognuno di voi gli ha regalato qualcosa rendendolo più completo e certo altrettanto ha fatto lui: quando ci si capisce l’arricchimento è reciproco.

Continuate dunque ora “con lui” il vostro cammino che vi auguriamo felice e ricco di soddisfazioni durevoli non solo artistiche ma soprattutto umane.

La nostra casa sarà per voi sempre aperta.


Mamma e Papà di Paolo

Sabrina Occorrerebbero troppe parole per spiegare ciò che PAOLO ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà per me…ed invece non ne trovo – perché non esistono – per descrivere il baratro di dolore in cui la sua improvvisa morte mi ha scaraventata.

La sola parola che voglio scrivere è: GRAZIE.

GRAZIE alla meravigliosa famiglia di PAOLO che mi ha accolto fin da subito come una figlia e mi tiene stretta nel suo forte abbraccio anche in questo straziante momento.

GRAZIE a Ettore, Mauro, Paolino e Max con cui PAOLO ha condiviso musica, passioni e progetti ma soprattutto amicizia vera.

GRAZIE a tutti gli amici, miei e di PAOLO, che si impegnano quotidianamente con amore e dedizione commuoventi nell’impossibile impresa di lenire il mio dolore disperato.

GRAZIE anche alle tante persone che pur conoscendolo poco o addirittura non conoscendolo affatto hanno scritto per PAOLO e per chi soffre per lui parole di partecipazione sincera.

Vi abbraccio tutti.

Sabrina

Egidio Perduca
fratello
Caro Paolo,
solo oggi esprimo un mio pensiero in questo spazio perché quando Ettore e tutti i tuoi Stupendi Amici delle Custodie hanno azionato tutto il "meccanismo" ero troppo rabbioso e sconvolto per parlarti....disperato e sempre più travolto dall' Onda Anomala di affetto che, per mia fortuna, mi ha investito e portato via da te, un te di carne ed ossa che ora non potrò mai più vedere e sentire. Tu lo sai, abbiamo fatto tutto insieme, sai come io abbia voluto due figli vicini solo per la stupenda esperienza di vita che abbiamo avuto noi due....eppure quella notte potevo svegliarmi alle 4,45 per fare pipì ed accendermi una lampadina che facesse sì che io ti telefonassi, per cambiare anche di un nanosecondo il corso delle cose....e invece no, l'amore spropositato che provo per te non ci ha salvati, io dormivo mentre tu morivi solo e stanco sull'asfalto di un'autostrada, magari pensando ad uno dei tuoi innumerevoli progetti, o a Sabrina o a qualche arrangiamento da terminare....già perché "...la notte è fatta per dormire..." diceva spesso la mamma, ma tu di notte hai preparato esami, scritto musica e compiuto le azioni più diverse, dormire, di sicuro, poco! E dunque, di fronte ad un abisso tale, ad un orrore che nemmeno nella mia più fervida e malata fantasia avrei potuto immaginare (...e sai come odio i film del terrore...) mi trovo improvvisamente ed irrimediabilmente solo e mutilato di una parte di me che conoscevo, alla quale mi appoggiavo, che adoravo considerare insostituibile, che chiamavo a tutte le ore per segnalare un bel brano alla radio o un bel film in televisione, l'unico possibile Virgilio dei miei figli, l'unico musicista che poteva parlare con me solo con le note, l'unico compagno di questa vita terrena che DOVEVA esserci fino alla fine....e invece te ne sei andato senza nemmeno poter salutare....Certo ora starai pensando che sto veramente esagerando, che ho una famiglia, la mamma ed il papà, una moglie stupenda e due figli....ma vedi è la situazione che è esagerata, non io, esagerato è il dolore ed esagerata l'ingiustizia di un fatto del genere, sicuramente comune a tante Disgraziate Persone, ma, nella sua infausta dinamica, denso di improbabile sfortuna ed offesa per la vita....un po' come se Qualcuno ad un certo punto avesse detto "....fino ad ora avete patito troppo poco, troppa fortuna, troppa unità, vi do io una lezione di vita....". Perciò, quando tutti i moltissimi amici e parenti mi dicono frasi come "...adesso devi fare anche la parte di Paolo...", oppure "...ora sei figlio unico..." oppure "...devi tirare avanti con le tue sole forze..." io riesco solo a pensare ma per quale diavolo di motivo è successo???? Perché solo, quando in principio era insieme, perché unico, quando era in due? Infatti, il mio dolore sarà eterno e terminerà solo il giorno in cui ti potrò incontrare ancora, non potrò dare la soddisfazione a Chi, probabilmente, regola le Cose Terrene di vederti appannare nella quotidianità, nelle stagioni che passano e nella vita "normale" che lentamente riporta tutti i contorni in bianco e nero e trasfigura le forme ed i colori...IO SONO DISPERATO e lo resterò per sempre e questo fantomatico Dio deve saperlo e vedere che ancora una volta, su questa terra sono scesi sofferenza e tristezza e sono fuggiti amore e lealtà! Tuttavia, il Rispetto sacrosanto per la vita e per te stesso che avevi e dimostravi a tutti, mi impedisce di compiere atti dissennati e volti a lasciarmi trainare da quel cavo che ci legava e ci univa anche quando eravamo distanti, ma pienamente "in vita": ora all'altro capo di quel cavo non ti vedo più, il "gancio" che ti legava è scomparso con Te e la fune ogni tanto mi strattona, ma verso il buio e il "non vivere" e devo ben assestare i piedi sul terreno dei miei figli, di mia moglie, del dolore di Sabrina per non scivolare anche io nel crepaccio che ti ha inghiottito....In conclusione, al contrario di Tutte le stupende Persone che continuano a mandare messaggi in questo spazio, non posso dare un messaggio positivo o di speranza per me e per gli altri, perché la cruda realtà è sconvolgente: posso solo dire che ringrazio "i Tutti" vicini e lontani per averci permesso di Sopravvivere a tanto ed averti ricordato come anche noi ti ricordavamo..... Tu, Paolo, intanto sai bene che nulla mai sarà più come prima!



Con amore e dedizione tuo fratello Egidio
 
Ettore Diliberto
Cantante
Custodie Cautelari

E così, adorato Paolo, proprio tu te ne vai.
Il vuoto che lasci è incolmabile, il dolore è inconsolabile, l’orrore di questo destino è irredimibile.
Siamo affranti e spaesati, tu sai che mai come ora, morire era l’unico modo di andartene da questo gruppo, il tuo gruppo al quale avevi saputo affinare il carattere con il tuo talento.
Il fuoco dell’entusiasmo che ti ha pervaso in questi anni con noi è stata la più grande lezione di vita, il tuo equilibrio era per me il buon esempio, la tua arguzia faceva di te un compagno di conversazione e di viaggio unico e insostituibile, ogniqualvolta si volesse alzare il tiro della conversazione, ogni volta che cercavo un commento maturo ed equilibrato.
Eri sicuramente il più affidabile di tutti noi.
Ci lasci il tuo senso della tolleranza, la tua autoironia, quella di tutte le persone depositarie del talento, del genio e di quell’intelligenza che fa mettere al primo posto le proprie azioni piuttosto che se stessi.
Ho provato un dolore altrettanto insopportabile, solo quando sedici anni fa ho perso la mamma, il dolore angoscioso di chi perde un proprio punto di riferimento in modo così crudele.
Sembra impossibile doversi rassegnare a non avere più la fortuna immensa del tuo sostegno.
E’ inaccettabile anche la sola idea di smettere di disperarsi.
Questa sciagura incalcolabile, ci priva tutti di un pezzo della nostra vita, come un vetro ormai infranto, quel pezzo della nostra vita sei tu.
Sapessi quante volte, in viaggio, magari poco prima di vederti, noi ci guardavamo in faccia e ci ripetevamo stupiti, quanto eravamo stati fortunati ad avere te.
Ora che ci hai insegnato a non accontentarci e a cercare incessantemente i nostri limiti, per superarli, l’idea di perderti mi schianta in un limbo fatto di dolore, di incertezze, di accidia alla quale tu sicuramente avresti voluto che reagissi.
Ci proverò, cercando di continuare a piacerti.
Le cose belle che hai detto di me ai tuoi meravigliosi genitori ed a Sabrina, la tua dolcissima compagna, mi dimostrano ancora una volta quanto fosse sensibile e delicato il tuo carattere, difficile sentirsi alla tua altezza, per me impossibile.
La tua determinazione a mantenere un basso profilo, in antitesi con il l’irragionevole esibizionismo di questi tempi in cui la mancanza di qualunque talento viene addirittura ostentata, suona come un insegnamento, dal momento che ognuno dei tuoi piccoli e grandi gesti nascevano dalla straordinarietà della tua persona.
Tutto quello che hai fatto per noi è stato straordinario, sei stato un benefattore che non potrà uscire così facilmente dalla mia vita, come invece le circostanze vorrebbero insinuare.
Per quanto doloroso sarà inevitabile cercare un pezzetto di te in chi è stato così fortunato da portare il tuo stesso sangue e il tuo medesimo stile di vita, tuo padre Giuseppe, tua madre Giovanna, tuo fratello Egidio, la tua compagna Sabrina.
Sarebbe stato più giusto fosse capitato a me, che non ho avuto il tuo stesso rispetto per la vita, la stessa gioiosa armonia con le innumerevoli possibilità di scelta che a volte ci dà.
Forse, cercare di diventare migliore, potrà essere uno dei pochi modi per portare nella pratica, quello che tu ci hai regalato senza chiedere nulla in cambio.

Ti ho sempre voluto bene.
Ettore Diliberto.

 

Mauro Isetti
Bassista
Custodie Cautelari

Da fuori è difficile capire il legame che si stringe tra cinque persone di un gruppo come il nostro: viviamo per gran parte della settimana, 24 ore su 24, gomito a gomito e anche quando si è  a casa ci si sente in continuazione, per decidere “a che ora ci si vede domani”, sapere come “vanno  le supplenze di Sabrina” o come è andato “il cesareo della Nico”……
Siamo una “famiglia parallela”, e sabato se ne è andato un fratello.
Il dolore per la sua scomparsa è indescrivibile.
Ci lascia una persona speciale.
Trovo riduttivo ricordare il suo talento che ci ha portato a fare un indiscutibile salto di qualità; il Paolo musicista  è stato sotto gli occhi di tutti in questi anni.
Voglio ricordare il Perduca sconosciuto ai più, quello che diceva:- “l’anonimato è la mia massima aspirazione”-, che evitava ogni tipo di esibizionismo, che amava la musica nel suo valore più alto.
In questi anni ho avuto la grande fortuna di averlo come compagno di viaggio nei nostri lunghi spostamenti: si è creato tra noi un legame straordinario. Non ce lo siamo mai detti, io l’ho sempre pensato, Sabrina me lo ha confermato oggi, ne andrò fiero per sempre.
Caro Paolo, grande feeling c’è stato subito anche coi miei bimbi: ogni volta che sono in giro, Giovanni mi chiede di Peddduca ……quante volte te l’ho passato al telefonino…. Per non parlare di mia moglie Nicoletta,…. voi e le vostre manie dei “numeri a memoria”…….e quante volte ci raccontavamo dei progressi di Giovanni e del tuo nipotino Samuele.
E’ stato un vero onore confrontarsi con un vero “libero pensatore”, fuori da tutti gli schemi preconfezionati, una persona di un rigore etico-morale raro, un uomo dall’intelligenza sopraffina, dallo humour sagace, dal linguaggio pungente e variopinto.
E……la discussione per me non finiva al mercatone dove lasciavamo le macchine ma mi scuoteva l’intimo per giorni interi.
Paolo, nel poco tempo in cui ci siamo frequentati mi hai fatto il più bel regalo che si possa fare: mi hai fatto crescere! Di questo te ne sarò riconoscente in eterno.
Il tuo modo di affrontare le cose lo porterò sempre come esempio!
Dal punto di vista religioso siamo sempre stati di parere opposto: tu ateo convinto, io fervido credente; stavolta spero proprio di aver ragione io , così ci si rivede.......... d’altronde sei tu che sabato scorso mi hai detto che prima o poi tra musicisti ci si ritrova sempre (…….lo so che il contesto era diverso…)….

Grazie
Mauro Isetti

 

Max Muller
Batterista
Custodie Cautelari
Ciao Paolo.
"Ci vediamo oggi alle 16,30 al solito posto".Queste sono state le tue ultime parole prima di salutarci. 
Non avrei mai immaginato che finisse così. Quando l'ho saputo non ci volevo credere. Sembra impossibile che le cose possano succedere così all'improvviso. Ancora non capisco perchè Dio abbia voluto prendere proprio te, troppo presto! Avevi ancora tante cose da dire e da fare. Pieno di energia e creatività.Anche se ultimo in ordine d'arrivo sei sempre stato un riferimento per me, ti chiedevo spesso consigli, non solo in ambito musicale, e tu eri sempre ben disposto a darmeli.
Durante i concerti seguivi anche noi e ascoltavi attento. Spesso sapevi farmi critiche o complimenti sempre molto costruttivi. Mi mancherà il tuo umorismo ironico e intelligente, la tua calma unica ed originale.
Eri il musicista ideale per il nostro gruppo. Un ottimo artista di grande umiltà, cosa ormai rara da trovare. Ovunque tu sia spero che la Musica sia sempre con te e che tu possa vegliare su tutti noi.
Ti vorrò bene per sempre

Max Muller

Paolino Zanetti
Chitarrista
Custodie Cautelari
.... e puntualmente in ritardo arrivo anch'io.

Ma cosa dicono? Te ne sei andato?!?

No, no è vero, perchè quelli come te non se ne vanno mai!

Ti ho visto nella dolcezza di tua mamma, nei gesti di tuo papà, nelle parole di Sabrina, nella voce di Egidio... ed io per un attimo ho chiuso gli occhi e tu eri lì, che mi sorridevi come sempre.

In questi giorni non ho pianto perchè come dicevi: "serietà e professionalità sempre e comunque"; è stata dura ma mi ero prefissato la parte di quello che regge la situazione (dato che hai fatto piangere anche il Capo.......) - e non ridere! - però ora che ti sto scrivendo qui, solo nella mia camera, devo confessarti di avere inzuppato il fazzoletto. Sì, perchè tu per me non eri solo il tastierista della band, ma come Ettore, Mauro e Max, sei stato soprattutto un fratello maggiore.

Io sono il più piccolo del gruppo, sono figlio unico, ed ho sempre visto in voi un punto d'appoggio, un riferimento da seguire e poi lo sai, con te c'è sempre stato fin dall'inizio un bellissimo rapporto sù è giù dal palco, e molti momenti indimenticabili, come quel giorno a Tortona con Paola e Sabrina.

Spesso dicevi che noi due eravamo in simbiosi dato che i miei amplificatori e le tue tastiere si fondevano in un puzzle impossibile da risolvere, e anche quando di spazio ce n'era in abbondanza......... niente da fare, sempre vicini!

E poi quante risate, quanti scherzi, e le ore passate a parlare di strumenti, computer, arrangiamenti, canzoni di cui tu conoscevi sempre autore-album-cantante-casa editrice..... incredibile (anzi ..."avvincente"... e sai il perchè). L'unico che compilava il borderò mettendo gli autori reali dei brani suonati; e quante volte ci hai ripreso per il nostro inglese.

Ora ti lascio andare, anche se li tuo tempo qui con noi non era ancora scaduto, perchè sò che avrai altre cose da fare, altra musica da suonare...... Prince, James Taylor, Scott Henderson, Joe Zawinul......

Ti voglio ricordare così, come l'ultima sera passata inseme e come sempre, su un palco a suonare e tu che mi sorridi mentre ti punto la chitarra dopo l'assolo degli AC/DC (tanto con le cuffiette nuove no avrai sentito neanche una nota) perchè poi tocca a te, c'è il tuo assolo: come lo farai questa sera? più rock alla Deep Purple o più fusion alla Corea..... io spero userai l'hammond distorto, ma non importa, sarà comunque uno splendido assolo.

... e ti saluto così come eravamo abituati a salutarci ogni settimana: ciao PietroPaolo Pierduca (ah,ah ....avvincente!)

Ciao fratellone,

il tuo amico Paolino.

Daniele Brian Calabria
Collaboratore Custodie Cautelari

Ho deciso di lasciare le cose tetre e scure fuori da questa pagina, se ti ho conosciuto abbastanza, credo che ti possa far piacere, all'inizio pensavo di dover costruire questa pagina interpretando il pensiero di tutti, poi mi sono reso conto che ora dobbiamo solo andare avanti come avresti fatto tu...
Non ti ho mai nascosto la mia ammirazione, ti ho sempre detto che mi dispiaceva che tu fossi arrivato in un momento in cui io avevo meno tempo rispetto al passato da dedicare al gruppo, sono veramente felice di avertelo detto, perché in questi momenti sono le cose non dette che fanno più male... Mi vengono in mente le tante volte che parlando con uno qualsiasi dei ragazzi poi si finiva a parlare di te, senza mai riuscire a trovare le parole giuste per definirti, proprio perché eri indefinibile, sia come uomo che come musicista, parlare di te scatenava sempre in tutti lo stesso entusiasmo trascinante che solo pochi sanno dare... Parlare con te poi poteva essere anche un impresa ardita, era facile perdere l'orientamento tra i discorsi o rimare spiazzati... Ti ho visto entrare nel gruppo e cambiarlo, l'hai arricchito e fatto crescere, senza far rumore stando sempre al tuo posto, eri l'ultimo arrivato, quello che in teoria dovrebbe "adattarsi" e seguire gli altri, invece, probabilmente senza neanche volerlo, ti sei trovato ai primissimi posti della carovana... Nel trambusto di queste ore solo una cosa è chiara e lampante: chiunque facesse il tuo nome l'ho sempre e soltanto sentito parlare di una persona buona, dolce ed onesta... Vorrei che tutti portassero avanti questo pensiero per sempre...

Ciao Paolone...
Brian

 

Massimiliano Perduca
cugino
Purtroppo noi viviamo come se la morte non ci sfiorasse e invece fa parte della nostra vita, è la cosa più sicura che abbiamo!... come se fosse la fine e invece non ci rendiamo conto che non è altro che il
principio... la morte è solo un passaggio... che la nostra condizione di esseri umani, senza la luce di Dio che è l'origine della nostra vita, rende così tragica e inquietante...

Addio Paolone, compagno di note, amico di notti, cugino sincero.

La Zia Nella Cosa può dire una zia sul proprio nipote?
Tanto, tantissimo, perché per me Paolo non era solo un nipote, ma era anche un amico, insomma era... Paolo.
Mi sono trovata a parlare con lui per delle ore e poi a chiedermi come avesse fatto un ragazzo così giovane ad aver voglia di ascoltare una persona con tanti anni più di lui, ma lui era Paolo e mai un istante ho sentito nella sua voce fretta o stanchezza o desiderio di smettere, ma solo comprensione e impegno per cercare di farmi capire e aiutarmi.
Paolo era un tesoro che non mi vergogno di dire, che ho invidiato a mia sorella ed ora sento un grande vuoto in me. Se veramente c'è una vita dopo la morte ora mi sta ascoltando: "Paolo, ti prego, aiuta tua mamma, che di tutti noi è quella che soffre di più"

La zia Nella che ti ha voluto bene come a un proprio figlio.

Stefano
cugino
Ciao Paolo! Eccomi qui a parlarti tramite un computer e non faccia a faccia come facevamo spesso nelle estati passate insieme.
Che belle giornate passate insieme a partire da quando eravamo piccoli che ogni giornata di sole era buona per una partitella a pallone e tu grande portierone che saltavi da un palo all'altro,oppure le nostre partite a beach volley....eravamo imbattibili o quasi!
E le serate a fare le "vasche" per la Via Aurelia ad Albissola o per la via del centro a Tortona.....
Ti ricordi la sera quando tornavamo da una serata.....io, te e Egi a mangiare pane e salame....
Quanti bellissimi ricordi ci sarebbero da citare,ma non sarebbe più solo un piccolo pensiero.
Ora te ne sei andato, ma hai lasciato una piccola impronta di te su ognuno di noi e te ne saremo sempre grati
Ieri in Chiesa ho visto una cosa stupenda e di cui ne devi essere fiero: una platea di gente che ti ha amato e ti amerà sempre perchè le persone uniche non si dimenticano MAI!!!!!

Ti voglio bene ciao!!!
Tuo cugino Stefano

Nicoletta Bevilacqua Isetti Stesse manie, stesse considerazioni.
Stesse manie

Sguardo profondo, lontano, a traguardare il mondo.
Schivo, silente, ad assorbire gli umori di ciò che ti circonda.

Osservatore del mondo e compagno di giudizi,
lapidari, trancianti e spesso controcorrente.

Acuto osservatore di ciò che accade intorno.
Rara predisposizione, la tua, a scrutare dentro alle persone.

Pungente e consapevole ironia
di chi conosce il mondo e odia le apparenze.

Opinione, la tua, sempre personale ed originale
filtrata e rifiltrata attraverso meandri di contorti ma compiuti ragionamenti.

Rigidità, forte ma resa caduca da una irriducibile distrazione.
Le chiavi, maledette chiavi

I numeri, che fissa.
Ricordarli tutti a memoria per esorcizzare l’ignoto.

La tua voce, calda, tranquillizzante
adorata dai bambini.

Finalmente, da un anno, un complice, un compagno di manie mi faceva sentire meno strana.
Una persona discreta, vicina e leale.

Da sabato sei solo nel mio immaginario.
Dovrò io stessa creare le tue risposte alle mie domande. Sai che casino!

Credo che spesso ti rivolgerò i miei quesiti ed a te chiederò conforto.
Ora più che mai, sono consapevole di quanto fossi importante per me e per le persone a me più prossime. Ho un marito disperato ed un figlio non al corrente della tua trasformazione; cosa gli dirò di te, della tua focus, delle tue chiavi quando me lo chiederà? Accetto tue illuminazioni in proposito. Dai…ora le puoi fare!

Ciao Paolo, amico caro



Nicoletta Bevilacqua Isetti

Alessandra Bazzani
compagna di Ettore Diliberto
Ciao Paolo.

Noi ci siamo conosciuti il giorno dei provini, ricordo arrivasti con un ora di anticipo.....
capelli raccolti, occhiali ed una t.shirt con disegnata la torre Eiffel.
Devo ammettere che la prima cosa che ho pensato è stata: “ troppo un bravo ragazzo”, era evidente.
E così, più ti conoscevo e più mi chiedevo come cavolo facesse uno come te in un ambiente come questo. Sai benissimo di cosa sto parlando...
Tante volte ti sei trovato in situazioni che non ti assomigliavano affatto, ma la cosa non ti ha mai disturbato.
Sempre disponibile, paziente e attento......cose che non si trovano da Musicalbox.
E le volte che ero, diciamo inadatta al palloncino, tu hai guidato la mia macchina, sempre rispettoso e senza farmi sentire a disagio, mi chiedevi se era il caso che guidassi, visti i tacchi alti!
Sì, eri proprio un bravo ragazzo.
Non vorrei metterti in ridicolo, ma eri un’ottima casalinga, se mi distraevo un attimo mi ritrovavo il tavolo spreparato, i piatti in lavastoviglie, poi, puntualmente, prima di partire, le lenzuola piegate........che tesoro!
Quante cose ci hai lasciato......ti piaceva vivere intensamente le giornate, assaporando ogni attimo, quasi come sapessi non ti sarebbe bastato il tempo......

Ciao Angelo.

Alessandra Bazzani

(compagna di Ettore)
 
Ricky Portera
Chitarrista
Notte delle Chitarre

Luci, frastuono, abiti sgargianti.....sembriamo eroi di qualche poema epico, di qualche racconto leggendario dove l'immaginazione fa da padrona. Siamo eroi da ammirare, da amare, da invidiare........no... siamo uomini, con tutte le prerogative degli esseri umani...gioie e dolori da non fare trasparire, anzi da nascondere nell'antro più profondo della nostra anima. Stanotte se ne andato Paolo Perduca, tastierista, amico, delle Custodie Cautelari, tastierista che ci supportava nella Notte delle Chitarre, quel "maledetto" camion ha messo fine al suo essere eroe, ha messo fine ad un altro messaggero di fantasia ed emozione. Eravamo un pò sospettosi all'inizio di questo "stare troppo al tuo posto", ma poi hai saputo trasmettere quella grande umanità e quella grande bontà che ti portavi dentro. Piangono i nostri cuori, che si uniscono e si tengono stretti a quelli dei tuoi genitori. Paolo, ora suonerai nella grande band che Dio organizza per ognuno di noi....vestiti dei tuoi abiti migliori e prepara il repertorio che un giorno suoneremo insieme. E noi ora?...."the show must go on"....MALEDIZIONE.

Arrivederci amico
ricky portera

 

Giuseppe Scarpato
Chitarrista
Notte delle Chitarre

...basta guardare anche una soltanto di queste foto di Paolo per scorgere la gioia di vivere e l'amore per la musica che portava dentro e che trasmetteva ad ognuno di noi con il suo sorriso. La notizia della sua scomparsa è stata un pugno nello stomaco per me e Isabella, e l'idea di non rivederlo più fa star male.

La prima volta che ho suonato con Paolo ho provato una strana sensazione, c'era un affiatamento che di solito si crea tra musicisti che suonano insieme da anni, eppure lui riusciva a dare una sicurezza tale che tutti sul palco sembravamo più rilassati, tranquilli e sicuri.

Questa era soltanto una delle sue innumerevoli qualità, mi vengono in mente tantissime parole per descriverlo: lui era onesto, concreto, geniale, generoso, affidabile, sempre presente e una garanzia per tutti. Ogni persona che lo ha conosciuto sa che questa lista potrebbe non finire mai, ed esser piena soltanto di buone parole.
Ma Paolo era le poche parole giuste dette nel momento giusto, le poche note importanti su cui si regge tutto, e quindi sarà facile per me ricordarlo in silenzio, pensando a tutte le cose belle della vita ascoltando la sua musica, che d'ora in poi avrà ancora più valore per me.
I migliori se ne vanno via sempre troppo presto e lasciano un gran vuoto in noi...non ti dimenticherò.

ciao ragazzo
Giuseppe Scarpato

Maurizio Solieri
Chitarrista
Notte delle Chitarre
Di Paolo mi piace ricordare, al di la' degli indiscutibili valori artistici, il suo viso (come solevo dirgli scherzando) da Ufficiale della cavalleria Sabauda, o da quadro dell'Antenato che si staglia sul camino del XVIII Secolo, col suo passo marziale che sta per incocciare un tavolino che, irrimediabilmente, gli procurerà una "TIBIATA PAZZESCA"!!!! Perennemente alla ricerca del rivolto "giusto" per qualche standard di Jazz, quanto abbiamo riso della sua dimenticanza del giubbotto sul tetto della macchina che andava, andava verso l'ennesimo ristorante. Ti voglio ricordare così, con allegria, come un piccolo Mozart-collegiale, che leggeva astrusi tomi in Inglese Arcaico su Shakespeare, mentre noi dissetavamo di gnocche e piaceri. E scusami per quella volta che ti ho lanciato l'asciugamano in piscina, era per gioco, d'altra parte non sono cresciuto in un collegio di Orsoline, ho sempre cercato di trovare una giusta via tra i deliri della vita in tour e il piacere di chi non sbaglia i gerundi o i congiuntivi. Dedicaci un grande solo di piano da lassù, tra i grandi di New Orleans!!!!

Maurizio Solieri

Radio PNR Ciao PAOLO dai Tuoi Amici della Radio


23 Ottobre 2004
Oggi è una sera strana, malinconica, particolare... forse troppo breve. Sono alcuni giorni che fa caldo qui nella nostra città, un senso di primavera arriva dentro di noi, un sorriso sincero esce dai nostri visi, senza sapere, senza conoscere..il destino di ognuno di noi. Un collega-amico ha preso il volo verso un luogo che noi ancora non conosciamo, senza dire niente verso le 5 della mattina è volato via come la più bella rondine in una giornata di primavera, senza avvertire nessuno, senza dire niente, senza parole... e noi qui ad aspettarlo ancora come una canzone da cantare, come una poesia da recitare e come una musica da suonare. Per sempre caro Paolo rimarrai insieme a noi, nei nostri Cuori e nei nostri Ricordi, nei nostri pensieri e nella nostra Vita per Sempre insieme. Nessuna frase può descrivere come ci sentiamo noi della Radio, ci guardiamo intorno e ci chiediamo "perchè proprio tu?" Ma non ci sono risposte a questa domanda, ci sono solo tanti silenzi, tante immagini, tanti sorrisi, attimi dove eri presente, la tua voce risuona ancora in noi come una melodia, i tuoi occhi ancora davanti ai nostri visi ovunque andiamo.Tu che amavi la musica, anzi, vivevi per la musica a tempo pieno. Non solo tramite le frequenze di PNR, ma anche e soprattutto suonando con vari gruppi e in vari ambiti, eri uno dei pochi a non avere problemi a passare dalla classica al jazz dal rock al pop e all'rnb, tua vera passione, cercando di apprezzare il meglio di tutti i generi senza pregiudizi. Sei stato per noi un grande collaboratore e un grande amico, tutti ti ricorderanno nel tuo spazio mattutino "Caffè Espresso": PAOLO PERDUCA (IL DUCA) un soprannome dato dagli amici durante il servizio militare.
Un saluto e un forte abbraccio …e come diceva Renato Zero:


“Il silenzio è un palco deserto
una canzone interrotta,
ci aspettavamo una stagione più giusta
un tempo ideale per riprendere fiato e ripartire più decisi che mai invece c'è un posto inspiegabilmente vuoto una ingiustificata assenza eppure restiamo stretti stretti per non accettare supinamente il peso di un altro malinconico addio. Questo vuole la musica, nessuna interruzione!
La tua voce perciò risuona ancora più netta e prepotente
in questo sterile Ottobre difficile da dimenticare...”


Cristina Giunco e tutti gli amici della Radio.

Roberto Soggiu
Orchestra Jazz della Sardegna
Non dovrebbero esserci parole, in un momento come questo, se non la consolazione di essere stati
in contatto con Paolo. Non dovrebbero, ma ci sono.
Non ci siamo mai incontrati personalmente, io e Paolo,
ma abbiamo scambiato telefonate e tante e-mail, così che era nata una bella amicizia con una persona splendida.
Paolo aveva partecipato al concorso organizzato dall'Orchestra Jazz della Sardegna, e durante lo scorso mese di settembre, per impegni di lavoro, non aveva potuto essere presente alle serate
finali del concorso. Ci eravamo poi sentiti un sacco di volte, anche nei primi giorni di questo mese, perchè Custodie Cautelari avrebbe dovuto esibirsi in concerto qui a Sassari, e quindi finalmente avremmo potuto incontrarci,cosa che divenne impossibile dopo la morte del fratello di uno degli organizzatori della serata.
Eravamo entrambi avviliti per quanto accaduto, e nell'ultima mail, di poco tempo fa, riflettevamo su quanto il destino possa essere crudele.
Appunto.
Da parte dell'Orchestra Jazz della Sardegna e da parte mia volevo solo esprimere il profondo dispiacere per la perdita di una persona intelligente, buona e simpatica, oltrechè di un valido musicista.

Roberto Soggiu
Orchestra Jazz della Sardegna

Mimmo Camporeale voglio unirmi ai ragazzi delle custodie ai colleghi musicisti e alla famiglia ed esprimere tutto il mio rammarico per la grandissima perdita!!! ci siamo conosciuti poco, ma mi ricordo un particolare bellissimo una volta mi hai fatto usare le tue tastiere e io dissi: "ma non c'e' il monitor" mentre finivo la frase avevi gia' collegato la cuffia al tuo mixer e mi dicesti: "usa questa!!!" un piccolo gesto di una grandissima persona e di un ottimo musicista. ciao"fratello tastierista"
ciao paolo!!!
mimmo camporeale

E. G. La notizia mi è arrivata sabato mattina, verso le 10. Una delle persone che più stimavo, come amico, come musicista ci ha lasciato. Non ho parole per esprimere il dolore, lo choc, ma, peggio ancora, non ho parole per dire ciò che Paolo era per me. Dieci anni insieme in conservatorio, ambedue nati il 13 marzo, solo io nel 1974. Almeno per questo ci sentivamo regolarmente in quella data, per scambiarci gli auguri. La grande distanza a cui abitavamo non ci permetteva molto di più.
Paolo era la persona che avrei sempre voluto essere: positiva, gentilissima, sempre, dolce, pieno di amore per la vita e la musica, scherzoso... So che tutte queste parole possono sembrare banali a chi non lo conosceva, so che quando qualcuno ci lascia, queste parole sono un rito dovuto. Ma per Paolo non è così. Non sto a parlare dell'ingiustizia di un simile avvenimento. Le domande "perché proprio lui", ce le siamo già poste, e putroppo rimarranno sempre senza risposta.
Spesso pensavo a Paolo come una persona che non finisce mai di stupirti, per quello che dice, per quello che fa... Con lui si poteva parlare di tutto, lui era una delle rarissime persone che in ogni momento ti danno qualcosa di bello, qualcosa di cui si aveva bisongno. Mi ricordo della sua umiltà, e mi stupivo sempre di come una persona così stupenda e dotata, potesse essere così umile... forse proprio perché era così stupenda. Non potrò venire al funerale. Ma lo stesso voglio dire alla famiglia, e a Sabrina, quanto io mi senta vicino a loro. Vorrei scrivere molto di più. Ricordare i corsi di organo, dove affogavamo nelle risate. Vorrei scrivere di come ti ho sempre invidiato perché tu sapevi suonare jazz e io no, e come adesso, ogni volta che sento questa musica ti penso, prima con invidia e ora con una stretta al cuore. Mi sono messo anch'io a fare jazz, lo sai, e ogni volta pensavo a quanto vorrei saperlo suonare come te. Mi scuso se ciò che scrivo è confuso e ripetitivo, ma scrivere col nodo alla gola e le lacrime agli occhi non è facile. E meno facile è mettere ordine nella grande quantità di pensieri che mi rutilano in testa, perchè ho la certezza che per qualsiasi cosa io scriva, tantissime rimarranno non dette...
Paolo, mi mancherai, tanitissimo...

E. G.

Lara Acerbi
Radio PNR
Sono Lara,
una collega della radio di Tortona...

Ho pensato e ripensato a tutte le volte che entrando in radio, bussavo alla porta dello studio dove stava trasmettendo e lui col suo bel sorriso ricambiava il mio saluto...ecco adesso non succederà mai più. Ed è questo "mai più" che fa malissimo. Cerco sempre di lasciarmi porte aperte nella mia vita perchè odio non poter tornare indietro e perchè odio ancora di più la parola "mai". Ecco, la crudeltà del destino mi mette davanti al fatto compiuto ma non credo di aver ancora accettato e non so quando troverò la forza di farlo. Paolo era un esempio di correttezza, gentilezza e disponibilità. E' troppo doloroso, troppo crudele, troppo beffardo da accettare. Rimane la consolazione di aver avuto l'onore ed il privilegio di aver conosciuto una persona meravigliosa. Gli ho voluto bene e spero di essere stata capace di lasciargli anch'io un ricordo di me, proprio come ha fatto lui. Un ricordo vero e profondo, un ricordo che non si cancella...il ricordo di un amico.

Ciao Paolo, ti abbraccio

Stefano Brocchetti, compagno di banco di Paolo, giornalista.

Conosco bene Paolo e so quanti accidenti mi tirerà adesso che scrivo un “coccodrillo” per lui. In verità so per certo che Paolo non mi mancherà mai, poiché la sua trasparenza e la sua saldezza nei principi mi ha permesso di conoscere così bene il suo carattere, il suo modo di fare, il suo pensiero così che in qualunque situazione in cui mi troverò ad essere so per certo come lui mi avrebbe consigliato di agire o cosa ne avrebbe pensato. Questo perché abbiamo sempre avuto un rapporto diretto, sincero, profondo, così chiaro e intenso che ognuno di noi era diventato patrimonio dell’altro. E tutto questo per merito di una persona come Paolo, leale, corretta, onesta, intelligente, ironica, puntuale, posata, su cui contare ciecamente e nei cui confronti non c’era mai da sentirsi in debito o in credito. Il vuoto c’è e sarà incolmabile, con tutto il rispetto che porto ad altri amici,  non ho trovato nessuno con cui ci fosse un rapporto di stima reciproca e di totale affidamento come con lui. Altri hanno altre qualità, che non vanno sminuite, ma questo pregio credo che nessuno possa disconoscerlo a Paolo né sentirsi a sua volta sminuito, ognuno è fatto a  suo modo e da tutti e a tutti ci sono cose diverse da prendere o dare. Tuttavia con Paolo mi sono abituato a lunghe assenze a periodi senza sentirci perché i nostri impegni ci hanno portato  distanti, e per questo ora non mi dispero se non potrò parlargli direttamente, perché ciò che Paolo mi ha lasciato mi consentirà sempre di conoscere i suo pensiero e il suo modo di fare. Nella vita si può sempre fare a meno delle cose materiali, per cui d’ora in avanti inizia una seconda fase del rapporto tra me e Paolo, fatto del ricordo del suo modo di essere e del suo pensiero, che mi accompagnerà sempre come punto di riferimento anche quando la penserò diversamente. E poi ci sarà l’impegno per ricordare fattivamente Paolo, attraverso un progetto che mi impegno fin d’ora a preparare in nome suo, che dovrà durare nel tempo  e per cui chiedo la collaborazione di tutti i musicisti che leggono queste righe. Dal punto di vista musicale, a Paolo va riconosciuta una grande preparazione, una tensione al miglioramento continuo e l’umiltà come riferimento, da non confondere con la falsa modestia di cui l’ambiente abusa. Paolo è uno dei pochi musicisti che io abbia conosciuto ad avere una preparazione non solo tecnica ma anche di cultura musicale ben superiore alla media, alimentata anche condividendo la mia collezione di dischi ( e non lo scrivo per dire al mondo che ho tanti dischi, ma perché sono contento che sia servita a qualcosa di diverso dal bulimico accumulo di materiale), in cambio di serate passate a cercare di farmi capire quei quattro svisi blues da inserire nelle parti di tastiera per il gruppo musicale di scalciacani di cui facevo parte.. Paolo è in grado di trovare il meglio e il buono anche nella musica più schifosa, oltre che di criticare quando opportuno certi nomi o generi intoccabili. Paolo non ha pregiudizi se si tratta di rock, pop, jazz, classica, rnb o cos’ altro. Ma la musica nera è da sempre il suo riferimento (e come dargli torto) . Come vedete continuo a parlare di Paolo al presente, perché per tutti noi “Paul is live” , come chiameremo il progetto in suo onore. E chi crede che Paolo sia morto, bè, sbaglia. Non è così, se lo vogliamo tutti, amigos. Perché quello che Paolo ha lasciato non è una bella faccia o delle belle parole o della bella musica. E’ un riferimento costante per tutti quelli che lo hanno conosciuto bene. E non hanno bisogno di parlargli ogni minuto per capirlo. Ora basta, lasciamolo andare: si sta già rompendo le palle a sentire tanta attenzione, è impegnato, ha da fare: come diceva Jackson Browne:

“You’ve got another town along the road…”

 

 

Brocks, a nome di tutti gli amici dai tempi del liceo...(almeno spero di scrivere a nome di tutti…se poi qualcuno voleva fare della retorica lacrimevole faccia pure, se poi Paolo si incazza io vi ho avvisati. E non c’è niente di peggio di un bravo ragazzo che si incazza, come mi diceva sempre, guarda caso, Paolo)..

Alessandra Dondero E' stato davvero bello cantare Night and Day accompagnata da te, dal tuo stupendo sound..
Ciao Paolo..
Alessandra Dondero (SV)

I Carpenedoli Ci uniamo al dolore della famiglia, della fidanzata, dei parenti tutti. Come gruppo fans club di Brescia, non abbiamo avuto modo di conoscere personalmente e approfonditamente Paolo. Ma per noi le Custodie Cautelari sono sempre state una sorta di "famiglia allargata". Abbiamo condiviso con loro i momenti belli; ora condividiamo con loro questo tragico lutto. Ciao Paolo, di certo in cielo c'è una band che cerca un tastierista...
Gruppo Fans Club Carpenedolo (BS - VR)
Stefano, Claudio,Davide,Anna,Alberto,Alberto,Enrico,Matteo,Angelo,Adelina,Guglielmo,
Manuela,Sergio,Massimo,Sandra,Alessandro,Claudio,Paola,Mario, Massimo,Sabrina.... (mi scusos e ho scordato qualcuno)
Vi siamo vicini.

Antonio Capuano Poche righe per condividere con voi l'amarezza per una scomparsa così tragica. Ho conosciuto prima la bellezza e la poesia della musica e poi il suo autore, il caro Paolo. Al Concorso Scrivere in Jazz di Sassari del Settembre scorso, Paolo non era presente per impegni di lavoro. La sua "Lullaby for Sam" già mi aveva colpito durante le prove prima della finale per la limpidezza dell'impianto formale e le qualità dell'orchestrazione e dello sviluppo tematico. Avrei voluto conoscere di persona l'autore di quella tenera Ninna-Nanna dedicata al nipotino. Nei giorni seguenti al concorso ebbi il piacere di entrare in contatto via e-mail con Paolo e di scambiare con lui le riflessioni sul Concorso e sulla musica in generale. E, affascinato ancora dalle note della sua composizione, gli chiesi di poter visionare la sua partitura. Con rara e squisita cordialità me ne inviò subito una copia. Purtroppo non ho fatto in tempo a dirgli ancora quanto quella sua "Lullaby for Sam" fosse bella ... Il ricordo della sua breve e gentile amicizia sarà per sempre legato alle note della sua musica e al talento sapiente che la rendevano arte finissima,

Ciao Paolo

Antonio Capuano
Compositore-Arrangiatore

Andrea Daniele La divisione per sempre

Sono venuto e
ti ho guardato per l’ultima volta
in quella fredda stanza.
Tu sei andato nel cammino sicuro
in un futuro senza di noi.
Sulla mia faccia sono scivolate
le lacrime
e tu ancora di più scomparivi.
Le tue labbra volevano dire qualcosa
… però si sono fermate
per sempre!

Ciao Paolo, ci conosciamo da molti anni, ma oggi mi dispiace tantissimo di non aver mai approfondito la nostra amicizia.

Grazie

Roger Nussi Buongiorno(se così si può dire!),
non so chi leggerà queste parole.......è con grande dispiacere che mi accingo a esprimere il mio cordoglio alla famiglia di Paolo, lo conobbi poco più di 2 anni fa in termini lavorativi, sempre molto gentilmente all'inizio mi chiamava come fanno molti musicisti per cercare lavoro in questo ambiente così DURO........... non c'e' mai stato modo per me d'approfondire la sua conoscenza però per quelle poche volte che l'avevo visto e sentito suonare, beh, era veramente in gamba! Ciò che aveva trovato con "LE CUSTODIE" era sicuramente ciò che si meritava data la loro bravura e professionalità.......... ma la vita non segue logica e allora non mi resta che augurargli pace e amore e mie sentite condoglianze a tutte le persone che lo hanno amato e che sicuramente non lo dimenticheranno me compreso!
Ciao

ROGER NUSSI Heavy Show

Andrea Girbaudo Ho conosciuto Paolo Perduca due anni fa...quando entrambi ci siamo iscritti al corso di jazz al conservatorio di Alessandria...e siamo diventati subito amici...gli stessi interessi..gli stessi discorsi...la musica..il confrontare i propri lavori... Io sono stato il primo tastierista del gruppo dove suonava Paolo..e gli chiedevo spesso di come andavano i concerti..di salutarmi le persone con cui avevo lavorato più di dieci anni fa.. Ricordo la sua disponibilità, la sua calma e la sua pazienza...oltre alla sua innata bravura musicale. E' sempre difficile trovare le parole adatte per esprimere il profondo dolore che ti invade quando ci lascia una persona così vicina... Il vuoto assoluto nel pensare che poche ore prima era su un palco a far divertire la gente..a lavorare per una cosa in cui credeva, in cui credo anch'io...la MUSICA nel suo più alto significato, sì perché secondo me Paolo era così che la intendeva. Il nostro, purtroppo, è un lavoro che ha risvolti ingrati...la stanchezza e la fretta a volte possono giocare pesanti ruoli...specialmente se le serate sono tante e il tempo per riposarsi è poco... Perdere la vita a soli 31 anni è una cosa inaccettabile, incomprensibile e sconvolgente. Il dolore e il senso di impotenza è veramente indescrivibile.

Ciao Paolo

Abbiamo perso una grande persona e la musica un grande talento.

Andrea Girbaudo


 
Marina Marauda ...non so a beneficio di chi scrivo queste parole, forse per quel ragazzo che mi ha rasserenato il cuore ogni volta che abbiamo suonato insieme (troppo poche!)...forse per il sorriso di quella ragazza così perfetta per lui(tieni duro Sabrina!)...forse per me, per non smettere di pensarlo, di sentire la sua voce, la prima cosa che mi è venuta in mente appena saputo della sua....................................arg! groar! il dolore è troppo forte! come posso ammettere a me stessa che quell'uomo così sensibile, dolce, professionale, quel musicista sopraffino, musicista fino al midollo, ma maturo e equilibrato abbastanza da non permettere che questo lo trasformassein un folle egoista; come è successo per tanti geni come lui.....come posso credere che quell'uomo non c'è più?!?!....mi sono "ritirata" dalla tua vita un anno fa(circa..)quando ti ho sentito al telefono e il tuo tono mi ha riempita di gioia e ammirazione, eri felice e pieno di ottime prospettive per il futuro, questo gruppo era davvero il tuo trampolino di lancio e tu sentivi di aver trovato la strada giusta....non aveva senso continuare a tediarti con i problemi della mia piccola scuola di paese e con le mie piccole serate con piccoli cachet in localini senza neanche un palco e un impianto rappezzato...non aveva senso legarti una zavorra ai piedi ora che avevi spiccando il volo........se solo avessi saputo come andava a finire! porca di quella merda impestata!
Ti voglio bene piccolo grande uomo!
Anche se non te l'ho mai detto, anche se sono stata tanto senza farmi sentire, ti ho sempre pensato e ho sempre fatto il tifo per te!
Grazie x sempre!
Ciao

Marina(una che ha avuto la fortuna di cantare con lui)

A. B. Caro Paolo,

in occasione dei tuoi 18 anni, insieme con un amico, ti regalai un "piffero di legno" (non saprei definire quello strano strumento musicale in modo diverso); ci sembrava che, per te, un "attrezzo" per la musica potesse essere un dono gradito, non ci eravamo sbagliati, la musica è diventata la pietra angolare della tua vita.
Parlare di te, di Paolo Perduca, ha sempre voluto dire parlare di Musica, ma oggi mi accorgo che ha voluto dire anche parlare di un'infinita dolcezza, di una grande intelligenza, di una raffinata sensibilità.
Con la Musica, con la tua Musica (ti ricordi i video di Mario Patri e dell'alluvione) continuerai a volarci intorno col tuo fare leggero, ma incisivo come le tue lunghe dita su quei meravigliosi, maledetti tasti bianchi e neri.
Ciao Paolo

A. B.

Comitato Amici di William Come tutti quelli che hanno scritto un ricordo per Paolo su questo sito anche noi siamo rimasti attoniti e molto colpiti dalla sua improvvisa e prematura scomparsa. Probabilmente noi del Comitato Amici di William non conoscevamo bene Paolo come la maggior parte di coloro che condividevano con lui giornate, lavoro e progetti ma sicuramente tutti i ricordi e i pensieri che abbiamo letto ci hanno aiutato a conoscerlo meglio e ad apprezzare le sue doti sia umane che artistiche.
Noi abbiamo avuto modo di conoscere meglio Paolo e le Custodie Cautelari in occasione della serata di beneficenza "Una notte per William" da noi organizzata al Pierrot di Sarmato il 2 Marzo scorso a favore di William. Tra i gruppi musicali che avevamo invitato c'erano appunto anche le Custodie Cautelari che appena contattati hanno subito risposto con entusiasmo e disponibilità alla nostra iniziativa dimostrando a tutti che, oltre ad essere musicisti di talento ed affermati, sono soprattutto persone sensibili e generose. Ed è proprio così che noi oggi vogliamo ricordare Paolo salutandolo e ringraziandolo... Sì perché William oggi ha vinto una delle sue prime battaglie, quella di poter camminare con l'aiuto di tutori, e questo risultato, merito di persone meravigliose, è in parte anche suo.

Ciao Paolo...
Elena, Elisa, Stefania, Silvia, Alice, Antonio e William

Dodo Amarena Ciao Paolo,

un solo aneddoto per ricordare il tuo arrivo nelle Custodie Cautelari (un anno e mezzo fa!) Eravamo a Venitmiglia, in un ristorantino, e mentre tutti noi si rideva tu dormivi (come sempre stanco!) su una seggiola a capo tavola. Bene, non te lo abbiamo mai confessato, ridevamo di te perchè russavi. Nel giorno del nostro "arrivederci" è stata recitata una poesia di Montale (il mio preferito) tratta da Ossi di Seppia .... queste due righe del grande Eugenio ti accompagneranno nel nostro "a rivederci"

"Ciò che di me sapeste
non fu che la scialbatura,
la tonaca che riveste
la nostra umana ventura.

Ed era forse oltre il telo
l'azzurro tranquillo;
vietava il limpido cielo
solo un sigillo.

O vero c'era il falòtico
mutarsi della mia vita,
lo schiudersi d'un'ignita
zolla che mai vedrò.

Restò così questa scorza
la vera mia sostanza;
il fuoco che non si smorza
per me si chiamò: l'ignoranza.

Se un'ombra scorgete, non è
un'ombra - ma quella io sono.
Potessi spiccarla da me,
offrirvela in dono. "

Dodo Amarena
 
Alessandro Forlani Caro amico Paolo,

stavo discutendo a tavola circa la morte di Ilenia - una mia carissima amica perita in un incidente d'auto in lomellina - quando purtroppo appresi anche della tua tragica scomparsa.
In quell'istante ho rivissuto: il tuo ricordo come mio preferito compagno di banco nella classe di teoria e solfeggio dell'anno 1989, il cantare insieme a tuo fratello Egidio nel coro del conservatorio, il ritrovarsi a sostenere gli esami di compimento inferiore di organo e composizione organistica (1991), il perdersi di vista per tredici lunghi anni ed ora apprendere - con il cuore a pezzi - che tu non ci sei più.
Questo tragico evento non ci voleva perchè in tutto questo tempo il desiderio di chiamarti – anche solo per un semplice "come stai" – a volte squillava forte nell'animo ma purtroppo la vita frenetica, unita al più stupido timore nell'arrecare disturbo alla tua famiglia, non lo ha permesso!
Ora il rimorso di non averti mai più cercato da quel 1991 non perdona poiché tante erano le vicende da raccontarti magari al tavolo di un bar o di una pizzeria.
Musicalmente parlando, hai sempre dimostrato la padronanza della tecnica unita a quella grande versatilità verso la predisposizione all'esibizione Live: il tutto senza minimamente sfoggiare quel comportamento da prima donna il quale ridicolizza la figura del distinto organista!
Resterà indelebile nella memoria quella partita a scala quaranta giocata durante la snervante attesa onde sapere se potevamo concederci le vacanze (oppure pensare alle ripetizioni durante l'estate) come del resto quel libro di esercizi che piazzavamo in mezzo a noi solfeggiando in due.
Ma nelle vie del cuore rimarrà incancellabile la tua gentilezza, la tua disponibilità a studiare insieme (persino nei corridoi del conservatorio), la tua semplicità e la tua spensieratezza negli studi che immancabilmente ti portavano a conseguire felici trofei scolastici.
Paolo: per me non eri solo un bravissimo compagno di banco ma anche un grande amico che talvolta mi prendevi a spintoni quando ti paventavo le mie stupide paure circa un'eventuale rischio di rimanere bocciato agli esami di solfeggio e di organo.
Ti ricordo ragazzino quando tua madre Giovanna ti accompagnava alla tua primissima lezione di solfeggio raccomandandosi - come di prassi - nello studiare con profitto.
Piolo (come scherzosamente ti si chiamava a scuola) rimarrai sempre indelebile nella mia memoria, nelle mie preghiere, nella mia musica e soprattutto nella mia mente andando a prendere il posto che ti spetta insieme ad altri cari miei amici ormai scomparsi: tra i quali la carissima Ilenia.
Ho visto le tue ultime immagini di vita su Internet ed ho notato che dal "piccolo professore" che eri hai cambiato aspetto diventando uomo: una specie di divo vestito da motociclista, pur conservando come "tappeto" quell'espressione dell'affettuoso ragazzino che sei sempre stato.
Ho notato con piacere che anche tu ti sei fidanzato e questo mi ha riempito il cuore di gioia poichè non c'è cosa più grande dell'amore che si prova per la propria amata.
Complimenti per la tua fidanzata davvero carina: te la sei proprio meritata! Un bel sorriso molto solare e spontaneo che non dovrà per nessuna ragione spegnersi neanche davanti alla tua tragica scomparsa e per questa ragione - anche se non la conosco – mi permetterò di estenderle il mio cordoglio anche a nome della mia famiglia e di Claudia (la mia fidanzata)!
Stesso discorso vale anche per tutte quelle care persone che hanno suonato con te, per tutti quelli che - come me - ti hanno stimato e per i componenti del gruppo Custodie Cautelari che in quella Cattedrale hanno interpretato un gran brano che ha reso il momento particolarmente toccante.
Ma più che tutto il più vivo cordoglio va ai tuoi familiari che in questo momento ti piangono e si stanno preparando a fare in conti con la tua assenza su questa vita: ho infatti provveduto a scrivere loro una lettera che spero possa risultare strumento di conforto e coraggio!
Che questo mio scritto serva a ribadire che in questo cuore emozionato che batte – forse un tempo di Take Five – tu caro amico Paolo non sei mai morto e certamente non morirai mai!
Quei tredici anni ci hanno separato fisicamente ma non amichevolmente poichè non si cancelleranno mai i sentimenti benevoli che nutrivo e che nutro tuttora per te!

Ti ricorderò sempre!
Il tuo compagno di banco m° ALESSANDRO FORLANI.

Luigi Pilone
Compagno d'arme
Caro Paolo
quattro anni sono trascorsi da quando, con il tuo rassicurante sorriso dirigevi il coro della Brigata Alpina Taurinense.Quattro anni dai concerti, dalle mangiate, dalle bevute, dalle incazzature varie ma sopratutto dalle grandi risate. Quattro anni da quando mi hai passato la "Stecca" del direttore nel quale mi sono ritrovato tuo emule senza d'altronde poter minimamente competere con il tuo talento. Grazie alla tua arguzia, alla tua autoironia, al tuo spirito critico mai volgare abbiamo trovato in te un modello ed una guida insostituibile. Ci hai lasciato, ma è rimasto tanto di te e ciò che è rimasto è splendido. La sfida che voglio affrontare è la tua filosofia di vita, dare il giusto peso alle situazione, un cuore che ha tanto
da dire e che dice tanto ha chi ha la capacità di ascoltare, rinunciare ai luoghi comuni per guardare più in là, il saper ascoltare senza giudicare frettolosamente, scostarsi dall'apparenza per inseguire i propri sogni. Ciò che mi hai dato non andrà perso, sei stato sei e sarai un punto di
riferimento, una persona squisita della quale nulla si può dire di male.

Ti voglio bene
Luigi
"Il Principe"
nel coro degli alpini
Oh Duca, Oh Diaö come direbbe Ivaldo.... il giorno del tuo congedo io piangevo come un bambino e tu mi prendevi in giro.... dicendomi smettila di piangere, devi essere contento che me ne vado non ti preoccupare ci rivedremo poi...... da te in Ossola o a Torino, ed io continuavo a piangere. Dopo quel giorno ci siamo rivisti solo una volta, un po’ per colpa mia, un po’ per colpa dei tuoi tanti impegni, ed un po’ perché noi tutti siamo convinti che c’è sempre tempo. Noi del coro, ti vogliamo bene, sei stato il nostro leader, un leader che non aveva bisogno di alzare la voce, un vero punto di riferimento. Quando martedì ci siamo ritrovati, mi sembrava di partecipare ad un film, era tutto surreale, è stato incredibile, mi venivano in mente mille scene passate insieme, dal mio arrivo, al mio primo concerto proprio nella tua città, a S.Remo, Brunico, le cene, le prove, le ghignate, a quando poco prima di un concerto dal palco sono riuscito a martellare 4 ragazze, e da una di loro ti ho fatto chiamare “occhi blu...Paolo....Occhi blu” e tu che eri diventato rosso dalla vergogna, e poi ad altri mille episodi. Noi dieci amici di nuovo tutti insieme, ma non per ridere, scherzare, mangiare e cantare come al solito, ma per rendere omaggio al nostro leader, al nostro DUCA. Grazie per tutto quello che hai fatto per me e noi tutti in quei pochi mesi, che è vero.... in una vita sono poca cosa, ma hai lasciato un segno indelebile, un segno che custodiremo gelosamente nei nostri cuori per sempre.

Ciao Duca
Il Principe
 
Francesco Bianchi Ho finito le lacrime....è finita anche la mia gioventu'.
Noi si che eravamo speciali, quattro fratelli. Ricordo ancora quella prima data, come si chiamava il paese...Rivanazzano??...boh c'era anche il tuo babbo che ci faceva il sax ne "la fetta di limone di Jannacci"...
Ricordo...quelle notti a casa a Sancri a provare...anche quella volta che ci eravamo fermati fuori a guardare le stelle....e Ale che si era presentato due giorni in ritardo???
Quanti anni.... quasi tutti i nostri 20 anni....e poi giu' a diventare uomini.
Pssss...Paolo...ti ricordi...quella volta a Bergamo....non riesco a non pensarci....non riesco a non pensarti...che vuoto...che vuoto incredibile che mi hai lasciato...siamo stati tanto insieme...anche con Egi....quanto mi dispiace Egidio.......vi voglio bene...............

Francesco

Patrizia Rivera Caro Paolo,

dal giorno in cui ci hai lasciato il mio pensiero quotidiano ricorre sempre a te.
Non ti parlerò di musica, lo hanno già fatto in tanti, so che eri un bravo artista...
Ricordo invece con tenerezza quel giorno ad Albissola, quando sei venuto in mio aiuto per aprire la porta di casa forzata dai ladri. Io angosciata sul pianerottolo con Luca e Greta piccoli e tu a tranquillizzarmi e ad adoperarti per trovare una soluzione.
Era domenica, non si sapeva chi chiamare...
"Non preoccuparti" mi dicevi, "vado nell'officina del nonno prendo qualche attrezzo e sistemiamo tutto". Avevi solo 17 anni, un ragazzino, ma già responsabile, gentile, premuroso ed hai dedicato la tua domenica ad aiutarci mentre gli "adulti" del palazzo ci ignoravano.
Non ti dimenticherò caro Paolo, la tua tenerezza, il tuo altruismo, la tua disponibilità devono essere un esempio per tutti quei ragazzi che non conoscono l'importanza dei valori umani.
Sono vicina con il pensiero e con il cuore ai tuoi genitori nel loro immenso dolore e li ammiro per avere saputo crescere ed educare un figlio stupendo come te.

Un forte abbraccio

Patrizia

Laura Angeleri Ciao Paolo!
Ho letto le tante testimonianze di amore, di affetto, di disperazione che ti sono state lasciate sul sito...ho letto il bel ricordo del brocks, parole schiette e dirette, che mi hanno fatto capire che anch'io non ti avevo ancora salutato direttamente, avevo pesato a te, parlato di te, ma mai parlato con te. Hai ascoltato i miei ripensamenti, i miei dubbi esistenziali, ci siamo presi in giro migliaia di volte per quello che stavamo facendo insieme, chiedendoci il perchè, soprattutto il per chi...però ti vedevo sempre lì, e migliaia di volte mi sono ripetuta che "se c'eri tu", se ti adattavi tu, con tutto quello che valevi, potevo a maggior ragione esserci anch'io, che valevo un decimo di te... l'ultima volta che ci siamo visti ricordo che eri con sabrina, in via emilia, ci siamo scambiati poche parole, mi hai chiesto della casa...ti ricordavi i miei racconti fantozziani del matrimonio...il mio matrimonio, a cui dovevi venire a suonare e invece mi hai "tirato il pacco", ho scoperto adesso per quale motivo (hai iniziato allora a suonare con il tuo attuale gruppo)...sai, devo ancora fare tutte le benedette pratiche del famoso patentino...non ho il coraggio di porre mano a quelle cassette perchè sento già la tua voce che mi introduce....leggendo I tanti ricordi dei tuoi amici più stretti mi sono ricordata che di una canzone che hai composto per un video artigianale fatto con un po' di amici...il caso ha voluto che si intitolasse proprio AMICI, e fosse dedicato ad una mia dolcissima amica, anche lei morta in un indimenticabile 31 dicembre...pensa, l'avevo completamente dimenticato...e ripensando alla storia il tutto diventa ancora più tragico...Raccontava
"Molto tempo fa, in Cina c'erano due amici, l'uno molto bravo a suonare l'arpa e l'altro molto bravo ad ascoltare.
Quando il primo suonava o cantava di una montagna, il secondo diceva: "vedo la montagna come se l'avessimo davanti". Quando il primo suonava a proposito di un ruscello, colui che ascoltava prorompeva: "Odo l'acqua che scorre!"
Ma quello che ascoltava si ammalò e morì. Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò mai più. Da allora tagliare le corde dell'arpa è sempre stato un segno di grande amicizia"
Da 101 Storie Zen

Ti ho ammirato sempre tanto.
Un abbraccio enorme, a te e a tutti quelli che ti hanno conosciuto.

Laura

Fabio Rinaldi
compagno d'università

Ho appreso della morte di Paolo solo il giorno 19 di novembre. Vi assicuro che è stata una mazzata. Credo di scrivere a nome di tutti o quasi gli studenti e il personale universitario che l’ha conosciuto e potuto apprezzare. Pochi probabilmente conoscono il suo profilo di studente universitario, cosa che riusciva tra diecimila impegni a portare comunque avanti. Devo ammettere che il Paolo che suonava con le Custodie era completamente diverso da quello che ho avuto modo di conoscere prima. Sembrava una persona che fa quello che vuole fare, che si è realizzata. Era davvero ENTUSIASTA. E di questo dobbiamo tutti felicitarci, perché Paolo anche all’Università era una persona allegra, esattamente come la descrivono compagni d’arme, di gruppo e amici. E per questo dico alla famiglia di pensare che anche lui vorrebbe che fossimo felici. Dicono che per ogni anima che va in Paradiso ci sia una grande festa in cielo. E alla sua mi sa che hanno suonato proprio tutti. La grande band di lassù ha trovato un elemento in più. In questa tragica fine dobbiamo tutti trarre un insegnamento: Paolo ci ha insegnato che il mix di ottimismo, professionalità e simpatia porta a risultati eccellenti nel lavoro e nella vita. Alla luce di questo non meraviglia il fatto che Dio se lo sia preso così presto. Anche Lui ha bisogno di uno come il nostro amico.

Ho soltanto una cosa da dirti, Paolo: tienimi il posto, proprio come facevo io a lezione di spagnolo con te. Nunca te olvidaremos, Hombre De La Clase.

Antonio Nannipieri
commilitone
Ho fatto il CAR del militare a Merano insieme a Paolo. Eravamo gli unici 26enni del plotone e stringemmo amicizia. Poi ci separammo, ma non l'ho mai dimenticato. Mi regalò anche un CD con la sua musica (solo cover, se non sbaglio, in quel CD), in cui si sentiva la qualità professionale, nettamente superiore alla media delle demo che, come addetto stampa musicale, ero allora abituato ad ascoltare.

Cene e passeggiate al parco di Merano. Poco tempo, ma che bastò a far emergere una di quelle affinità caratteriali profonde, di cui poi non ti dimentichi. Quante volte ho pensato di chiamarlo, ma poi sai come succede...

Appena "guarito" dal cancro (io), navigando per caso sulla rete (alla ricerca di un vecchio video di "Alzati la gonna") mi imbatto per "serendipity" in questa notizia della sua scomparsa prematura. Come se non fosse bastata l'esperienza del cancro ad insegnarmi quanto siamo fragili di fronte alle onde del destino, ho così un'ulteriore triste conferma.

Ma questa iniziativa, questa pagina in sua memoria, è un bel gesto. Non fine a se stesso, ma qualcosa che rinforza la visione della vita che sempre il cancro mi ha insegnato. Farò vivere Paolo non solo nei miei ricordi, ma mettendo in pratica quello che Paolo nella nostra breve conoscenza fece in tempo ad insegnarmi: grande serenità ed indulgenza verso gli altri, che non è debolezza ma grandissima forza.

Un saluto a Paolo. Un saluto ai suoi amici. Un saluto ai suoi cari.

Antonio Nannipieri

Matteo Pellegrinuzzi
L'ho incontrato per caso, l'ho veduto una volta sola. Condividemmo il tavolo della mensa universitaria insieme all'amico comune Fabio. Non so perché, ma mi ha colpito: per me era uno dei tanti studenti universitari che si incrociano negli anni accademici, ma appena cominciato a chiacchierare, ho capito che c'era qualcosa di più in lui e che lo avrebbe fatto andare lontano. E fa male dirlo. Più di un anno è passato da quando ho saputo dall'amico Fabio della sua morte e, anche se lo avevo incontrato una sola volta, me lo ricordavo bene, come lo ricordo tuttora. Con commozione ho udito il ricordo di Ettore a Video Italia, lo scorso 15 febbraio. Con commozione ricordo quel giorno che più tornerà.

Matteo Pellegrinuzzi